Settore Lavoro

La Società di San Vincenzo De Paoli – da sempre – è consapevole che “il lavoro è soprattutto un ambito in cui la persona può diventare più persona. La persona sperimenta la sua creatività, i legami che la uniscono agli altri e ciò contribuisce alla sua piena dignità” (Papa Francesco). In questa ottica e con questo fine, il Consiglio Centrale di Torino, da molti anni, ha istituito al suo interno la “Commissione Lavoro”; essa ha stipulato tre Protocolli d’Intesa con alcune agenzie locali che prestano Servizi di avviamento al lavoro e che sono accreditate presso la Regione Piemonte: APL Agenzia Piemonte Lavoro, Lavoriamoci S.r.l. Impresa Sociale e Famulato Cristiano.

Il meccanismo è tanto semplice, quanto collaudato:

  • sono le stesse conferenze, che sul territorio conoscono le persone e ne identificano per prime i bisogni, a trasmettere alla Commissione Lavoro una breve relazione in cui si descrive la persona presentata, la sua condizione familiare ed economica, le sue attitudini, unitamente al modello ISEE/DSU;
  • tali documenti, messi insieme dalla segreteria della nostra sede centrale di corso Matteotti, permettono di pianificare un colloquio preliminare con la commissione, avendo già un quadro chiaro, soprattutto in presenza di gravi criticità.
  • successivamente, dopo aver analizzato e selezionato attentamente ciascun fascicolo, le persone ritenute idonee sono segnalate alle agenzie/enti sopra menzionati per una ricerca attiva nel mondo del lavoro.

La Commissione Lavoro, nel 2025, ha tenuto i propri colloqui anche all’interno della struttura “Progetto Abito”. La sede non è casuale: le persone che si rivolgono al nostro emporio spesso non hanno contatti con le conferenze attive nelle Parrocchie. Quindi la commissione diventa complementare a quanto Abito già può fare.

Le persone che nel 2025 hanno iniziato questo percorso di accompagnamento sono state 29 persone, 16 italiani e 13 extracomunitari; di queste:

  • 8 hanno trovato lavoro
  • 3 hanno ottenuto un tirocinio.

A queste 29 persone si sommano tutte le altre che, negli anni precedenti, già erano state inserite in questo percorso e che hanno continuato ad essere seguite.

Il colloquio preliminare presso la Commissione del Consiglio Centrale di Torino non si limita all’ambito lavorativo in senso stretto, ma abbraccia tutti gli aspetti legati ai bisogni della persona e del suo nucleo familiare: ciò rende possibile una più ampia conoscenza delle criticità globali; quindi – di concerto con la conferenza e con la persona interessata – si può impostare un progetto volto alla rimozione delle cause dell’attuale stato di necessità.

Tuttavia, vi sono alcuni elementi che – talvolta – rendono complicata la ricerca di una soluzione positiva (che è sempre il trovare un lavoro stabile e ben retribuito); primo tra questi è l’età delle persone che si presentano a colloquio, come esplicitato dalla seguente tabella.

Non agevola l’inserimento lavorativo il fatto che sia sempre maggiore il numero di persone in cerca di occupazione con età superiore ai 50 anni; e questo nonostante la presenza di un percorso di formazione, di incentivi statali, di contributi che anche la nostra associazione potrebbe proporre. Chi ci chiede aiuto non porta solo un “curriculum”; mostra spesso una pericolosa perdita di autostima e quel senso di fallimento profondo, frutto di un rifiuto prolungato.

Le persone incontrate risultano, per lo più, già iscritte a centri per l’impiego e, in caso contrario, sono invitate a farlo per avere maggiori possibilità di successo nella ricerca lavorativa.

Anno dopo anno si registra un aumento delle persone iscritte ai progetti GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) che, però, non sono riuscite ad accedere alla formazione prevista oppure lamentano di avere dovuto seguire un corso che non si è concretizzato in una proposta di lavoro. Invece, sono in netta diminuzione coloro che hanno accesso al reddito di inclusione, mentre le famiglie con figli godono quasi sempre dei benefici dell’assegno unico e dei voucher regionali per la formazione.

Un’altra criticità è data dal mancato riconoscimento in Italia del titolo di studio maturato in alcuni Paesi extra-UE: alcune persone, pur avendo un curriculum di livello molto elevato, non riescono a beneficiarne pienamente. Inoltre, una talvolta scarsa conoscenza – scritta e parlata – della lingua italiana, costituisce un ostacolo nella ricerca di un lavoro e, lo si deve registrare, vi è sotto questo aspetto una sostanziale inefficace proposta da parte delle Istituzioni preposte; ciò è causa di ulteriore marginalità.

Il Consiglio Centrale di Torino si accolla le spese relative all’orientamento e all’inserimento lavorativo, come previsto dalle convenzioni in essere, nonché un minimo di due mensilità su sei, in caso di attivazione di un tirocinio e in casi particolarmente critici arriva alla copertura della totalità della spesa. Si ritiene questa opera indispensabile, perché il lavoro rappresenta un fondamentale strumento di dignità della persona.

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